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qui si cambia qualcosa. vista la mia manifesta incapacità di scrivere un blog di cronache di vita vissuta, questo resta il luogo di svago per eccellenza di una mente che ha bisogno di viaggiare in libertà. e fermarsi, talvolta, ad appuntare due minchiate. enjoy it.

 

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Sull'uso della Tagboard

La tagboard l'ho inserita principalmente per due motivi:
a) scrivere cose che volete dirmi e che non c'entrano un cazzo con i vari post
b) scrivere o segnalare commenti relativi a post vecchissimi che non andrò mai e poi mai a controllare.
In sostanza se volete dirmi qualcosa sull'ultimo post o cmq su uno dei più recenti, non scrivete nella tagboard: esistono i commenti, per quello. Ve lo chiedo per amore dell'ordine (e qui chi mi conosce si farà una risata). I trasgressori saranno puniti ;)

Tagboard

...coming soon...
la tagboard precedente dava problemi, la sostituirò al più presto con una un po' più seria... sono sicura che Davide, al solito, mi aiuterà veeerooo??? :P

 

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Mi sono persa qualcosa?





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ed ecco a voi il numero di rompipalle che sono passati di qui da quando ho creato questo blog: siete tanti, eh?

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quest'altro counter invece l'ho messo il 25/06/05 giusto per averne due e sentirmi più figa:


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venerdì, 08 luglio 2005


delle avventure di bab che va a comprare gli assorbenti

quando vostra madre, uscendo dal teatro lirico dopo aver comprato i biglietti per la Carmen, vi propone di entrare al supermercato lì di fronte per fare un po' di spesa, fuggite!! potrebbe succedervi qualcosa di molto brutto. io, però, pur conoscendo la madre mia, pur essendo consapevole della sua potenzialità distruttiva, pur avendo da qualche parte, tra il pancreas e lo stomaco (ew!), una vocina che mi diceva "ribellati! scappa!", ho accettato di buon grado. più che altro perché, a contrastare la vocina pancreatica, un'altra nel mio cervello continuava a ripetere "bzzzzzzzz qualcosa da comprare bzzzzz non ricordo cosa bzzzzzz balsamo bzzzz" mentre le cellule della mia beneamata e bianchiccia epidermide levavano un'ode corale all'aria condizionata che avrei trovato una volta dentro.
naturalmente siamo entrate per comprare il riso, ma ad ogni reparto la genitrice si fermava entusiasta, lo svuotava, poi contava i soldi, rimetteva tutto a posto (riso compreso) e passava a svuotare il reparto successivo. io invece vagavo in quel limbo piacevolmente ghiacciato, tra il banco frigo e i freezer, profondamente convinta della necessità di dover accumulare una riserva di anticalore. quando ormai il mio colorito si avvicinava a quel bluastro tanto arrapante per i cetacei, mia madre mi ha ritrovata e, dopo avermi chiesto un prestito per pagare la robbba, mi ha domandato (che gentile) se (a mie spese) avevo bisogno di qualcosa.
allora il mio cervellino ha deciso di svelare cosa si nascondeva dietro quel nodo al fazzoletto mentale: avevo finito gli assorbenti.
d'oh!
mi sono apprestata, quindi, con una certa circospezione (leggi: passo felpato, sguardo furtivo, striscio tenendomi aderente agli scaffali), a raggiungere il reparto "igene intima femminile". dove ben DUE uomini vagavano incerti. uno dei due, in realtà, senza alcuna vergogna, scrutava l'iperscrutabile: una parete interamente ricoperta da confezioni plasticate nei vari toni del viola, rosa, violetto e azzurro cielo. io, essendo donna e, quindi, avendoci l'occhio clinico, ho beccato subito la sfumatura di viola-con-fantasia che mi interessava, pur stando nascosta, a debita distanza, tra un flacone di candeggina e un'esposizione di scatolette per cani.
naturalmente, si trovava DOPO l'uomo interessato all'acquisto di assorbenti. dovevo scavalcarlo, o ucciderlo.
invece, da brava cogliona beneducata, ho chiesto "permesso", sono diventata della giusta tonalità di rosso (che, in effetti, faceva un brutto contrasto con il viola) e ho allungato una mano per prendere la confezione desiderata. prima che potessi, con una certa fretta, tornare sui miei passi, il tizio-in-questione mi ha bloccata. dialogo:
lui: mia moglie è in ospedale...
io: oh.. (imbarazzo, stringo al petto la confezione di assorbenti, tento di svignarmela con il bottino) mi dispiace...
lui: noooo, niente di grave, controlli, ma mi ha chiesto di comprarle alcune cose...
io: ah.... (tentativo di passetti indietro)
lui: solo che non ho capito... cosa significa esattamente "con ali"? e che differenza c'è tra notte e non-notte?
io: beh.....
lui: (prendendo in mano una confezione di quelle che ha davanti) e le gocce cosa significano?
io: (facendomi coraggio) beh, uhh, uhm... con le ali... uhm.... (prendo tre confezioni di assorbenti con ali, di marche diverse)... questi. significa che... beh, tutti vogliono quelli con le ali. e quelli da notte sono più grossi.... eh.. uh... le gocce.... ma sua moglie non le ha dato nessuna indicazione?
lui ha tirato fuori un foglietto e me l'ha mostrato. non capivo niente della scrittura, e il mio colorito doveva essere uno strano misto di rimasugli blu-cetaceo su braccia e gambe e rosso acceso sulla faccia, ma, ostentando la massima sicurezza, ho preso un pacco di assorbenti a caso e gliel'ho messo in mano. grazie, di niente, arrivederci, auguri per sua moglie. mentre uscivo dal reparto "igene intima femminile" mi sono trovata davanti la più alta concentrazione di uomini mai stati presenti in un supermercato. imbarazzatissima, facendo finta di niente, ho infilato il mio pacchetto viola fantasia nella borsa.
cogliona.
cogliona.
cogliona.
avevo accanto un commesso, che con la massima gentilezza, accompagnata da un cipiglio così-non-si-fa, mi ha chiesto cosa avessi infilato in borsa, perché, insomma, bisogna capire che non va mica bene. ho tirato fuori la merce incriminata e, sventolandola sopra la mia testa, ho raggiunto mia madre alla cassa. lì una tizia mi ha urtato, facendomi cadere di mano il pacchetto di assorbenti. l'ho recuperato, sopportando l'imbarazzo ad occhi chiusi (si, ho preferito la momentanea cecità allo scoprire le espressioni da presa per il culo sulle facce altrui), tra le gambe di un tizio e il carrello di un altro.
sarebbe finita qui, se la cassiera, mentre (dopo aver pagato) mi davo alla fuga, non mi avesse inseguito sventolando un buono sconto. per altri assorbenti. nello stesso supermercato.
that's all, folks. almeno si spera.