martedì, 21 giugno 2005
e scivola il sole, al di là delle dune, a violentare altre notti
Adoro il buio. Ci scivolo dentro come in una coperta, forse non sempre calda... ma avvolgente. familiare. è la mia seconda casa, se si può considerare casa nient'altro che un periodo del giorno.
La notte mi accarezza e mi nasconde, mi accompagna. posso restare sospesa, incantata, nel veder apparire la luna dietro i tetti dei palazzi più alti.
Tenue la luce della città addormentata.
Posso uscire di casa nel silenzio più completo, scostando le tende con un gesto: mi accarezzano la schiena, richiudendosi dietro di me, morbido varco tra il profumo dell'incenso e l'aria della notte.
Mi fermo per un attimo a guardare il cielo, nelle notti più serene, prima di allontanarmi a piccoli passi per la via: chi diceva che tintinnano, le stelle? era, forse, un signor scrittore, dal nome lungo e molto francese, che parlava di volpi, di rose e spighe di grano. E sapeva raccontare il giorno e la notte.
Mi piace sfiorare la musica che filtra dalle persiane socchiuse di una finestra: scivolano le note lungo la mia spina dorsale, come un brivido che mi porta di nuovo a levare lo sguardo verso la luna. Le cammino incontro, proseguendo per la mia strada: ti saluto artista insonne, spero di ritrovare la tua melodia ad accarezzarmi, domani.
Ciottoli. Sono ancora caldi per il sole che vi ha battuto sopra tutto il giorno, implacabile. La notte d'estate porta con se un po' di brezza, il profumo intenso del gelsomino. di giorno non sembrava così forte, così stranamente sensuale.
Salto agile sul parapetto delle antiche mura. La città tace, solo una risata in lontananza: continuo la mia strada camminando lassù, in perfetto equilibrio, lasciando qualunque altra anima sotto di me. Avanzo piano.
Forse non sarà la notte a portarmi la felicità, quella felicità eterna e duratura che rende la vita serena. La notte violenta e completa il mio animo, strappandomi alla placidità del giorno, chiassoso e pieno di luce, fatto di caldo e di molle sonnolenza. è infida, la notte: ruba e nasconde, eppure regala ad ogni cosa un nuovo aspetto, un nuovo modo di essere, un diverso lato da osservare ad occhi socchiusi.
I miei occhi hanno sempre saputo catturare tutta la luce che mi è necessaria per vedere al buio, e mi sembra di vedere meglio, allora, con più chiarezza.
Arrivo alla fine del mio percorso. Passo a passo, tendendomi infine in un ultimo salto, salgo in cima torre; la notte è serena e sorride. Non mi fa promesse, sembra più incerta ed esitante del giorno che la precede e che la segue. ma, silenziosa, falsamente tranquilla, mi avvolge e mi fa sua, pronta sempre a tradirmi e a celare i miei tradimenti.
Arrivata, saluto la Luna, che mi saluta a sua volta specchiandosi nei miei occhi. Astro vanitoso! Ama rimirare il suo volto nel volto altrui.
Mi metto comoda, acciambellata, la coda a circondarmi il resto del corpo. Miagolo piano, verso il cielo, come ad iniziare quella tranquilla conversazione quotidiana; poi, sotto la luce argentea, mi liscio il pelo, curando che vi resti impresso un po' di quel profumo, un po' di quella musica, un po' di questa notte.
La luna è sorella dei gatti?