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qui si cambia qualcosa. vista la mia manifesta incapacità di scrivere un blog di cronache di vita vissuta, questo resta il luogo di svago per eccellenza di una mente che ha bisogno di viaggiare in libertà. e fermarsi, talvolta, ad appuntare due minchiate. enjoy it.

 

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Coffee time


Sull'uso della Tagboard

La tagboard l'ho inserita principalmente per due motivi:
a) scrivere cose che volete dirmi e che non c'entrano un cazzo con i vari post
b) scrivere o segnalare commenti relativi a post vecchissimi che non andrò mai e poi mai a controllare.
In sostanza se volete dirmi qualcosa sull'ultimo post o cmq su uno dei più recenti, non scrivete nella tagboard: esistono i commenti, per quello. Ve lo chiedo per amore dell'ordine (e qui chi mi conosce si farà una risata). I trasgressori saranno puniti ;)

Tagboard

...coming soon...
la tagboard precedente dava problemi, la sostituirò al più presto con una un po' più seria... sono sicura che Davide, al solito, mi aiuterà veeerooo??? :P

 

Ti sei perso qualcosa?


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Mi sono persa qualcosa?





Counter


ed ecco a voi il numero di rompipalle che sono passati di qui da quando ho creato questo blog: siete tanti, eh?

*loading*

quest'altro counter invece l'ho messo il 25/06/05 giusto per averne due e sentirmi più figa:


Credits

Base del Template by Panna Acida
Prelevato su:
TemplateXTutti
Layout4Free
Panna's Collection
T-Bazar


the babbit online


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venerdì, 29 luglio 2005


woooh, that's a post!

si lo so, molto assente, nessuna scusa, davvero inaffidabile....
vi sono mancata??? n_n
attendevo, semplicemente, di avere qualcosa da scrivere. i miei neuroni sono andati in vacanza. io no. passo molto tempo sotto la doccia, molto tempo al leggere harry potter, molto tempo a succhiare ghiaccioli falliformi (la falliformità è dovuta al periodo di fuori-dal-frigo che sono costretti a subire durante il viaggio tra il supermercato e casa mia: il giacciolo si scioglie e tutta la sua acquetta cremosa giace blubblubbando nella plastichina; una volta risolidificati, dopo una freezer-terapia, fanno preso la singolare forma di un ghiacciolo congelato in un preservativo), molto tempo ad accendere-spegnere-accendere l'unico ventilatore che abbiamo in casa, nonché unica fonte di un minimo d'arietta, e di nuovo molto tempo sotto la doccia.
un molto tempo, quest'ultimo, niente affatto sprecato: mi sto facendo una cultura di shampi (come si scrive) e bagnischiuma (come si scrive?).
mi chiedo, soprattutto, come mai la gente dovrebbe aver voglia di lavarsi con un qualcosa ai fanghi, o ai sali, o alle ortiche. oppure, anche, questa folle combinazione di olio e limone che mi fa tanto maionese e, naturalmente, sembra un degno invito a vomitare anche l'anima.

viaggiando mentalmente verso altri lidi, più o meno oscuri.
ancora tento di capire la controversa mentalità dell'Evangela. prima che arrivasse lei, in casa mia si viveva benissimo: conoscevo le pecorelle di polvere sotto letti e divani una per una, ogni giorno facevo l'appello e constatavo, con un sospiro di sollievo, che non c'erano stati decessi ma che si erano, anzi, moltiplicate. poi è arrivata LEI. le pecorelle sono sparite. tutte. ogni mattina mi sveglio, le chiamo, ma nessuna di loro mi risponde con il solito fruscio polveroso (tipico verso di questa specie -uhm- di bestia). ho pianto un po', mi sono disperata, ma dovevo immaginare che i guai non sarebbero finiti lì. si, perché mia madre, quando aspettiamo l'Evangela, mi chiede di mettere in ordine e di pulire casa. ora, già il mettere in ordine mi disturba (ma dico, siamo pazzi?? mettere in ordine??), ma... pulire? paghiamo fior di quattrini un'Evangela, perché ci metta un po' a posto casa, e il giorno prima IO devo tirare a lucido tutto?
Andrebbe tutto bene se Evangela fosse una semplice signora-che-pulisce. ma LEI non lo è. lei passa, travolge, distrugge, mette le cose in quello che è il suo ordine mentale, una strategia che ha forse qualcosa a che fare con quella tecnica meditativa orientale che consiste nel dividere la casa in settori e mettere ogni cosa nel suo settore. non so dove stia la meditazione, ma c'era scritto in bridget jones e io mi fido. fatto sta che le videocassette, che sono da anni nello stesso posto e nello stesso ordine, cioé più o meno da quando si è rotto il videoregistratore, secoli fa, ora sono sotto la mia scrivania. perché?
ma non è questo il punto.
la domanda cruciale è: perché, avendo noi un bellissimo scolapiatti, lei mette le stoviglie appena lavate ad asciugare.... sul frigorigero?? Secondo quale logica lo scolapiatti sta lì, vuoto, e il frigo è, invece, totalmente ricoperto da piatti, posate, bicchieri, pentole... tanto che, quando mi va un bicchiere d'acqua fresca, devo fare giochi di equilibrio per non far crollare tutto?
mah..
Molly, Pluffy, Spaffy, Punphy, mi mancate un sacco. frusciatemi, quando passate da queste parti.

venerdì, 08 luglio 2005


delle avventure di bab che va a comprare gli assorbenti

quando vostra madre, uscendo dal teatro lirico dopo aver comprato i biglietti per la Carmen, vi propone di entrare al supermercato lì di fronte per fare un po' di spesa, fuggite!! potrebbe succedervi qualcosa di molto brutto. io, però, pur conoscendo la madre mia, pur essendo consapevole della sua potenzialità distruttiva, pur avendo da qualche parte, tra il pancreas e lo stomaco (ew!), una vocina che mi diceva "ribellati! scappa!", ho accettato di buon grado. più che altro perché, a contrastare la vocina pancreatica, un'altra nel mio cervello continuava a ripetere "bzzzzzzzz qualcosa da comprare bzzzzz non ricordo cosa bzzzzzz balsamo bzzzz" mentre le cellule della mia beneamata e bianchiccia epidermide levavano un'ode corale all'aria condizionata che avrei trovato una volta dentro.
naturalmente siamo entrate per comprare il riso, ma ad ogni reparto la genitrice si fermava entusiasta, lo svuotava, poi contava i soldi, rimetteva tutto a posto (riso compreso) e passava a svuotare il reparto successivo. io invece vagavo in quel limbo piacevolmente ghiacciato, tra il banco frigo e i freezer, profondamente convinta della necessità di dover accumulare una riserva di anticalore. quando ormai il mio colorito si avvicinava a quel bluastro tanto arrapante per i cetacei, mia madre mi ha ritrovata e, dopo avermi chiesto un prestito per pagare la robbba, mi ha domandato (che gentile) se (a mie spese) avevo bisogno di qualcosa.
allora il mio cervellino ha deciso di svelare cosa si nascondeva dietro quel nodo al fazzoletto mentale: avevo finito gli assorbenti.
d'oh!
mi sono apprestata, quindi, con una certa circospezione (leggi: passo felpato, sguardo furtivo, striscio tenendomi aderente agli scaffali), a raggiungere il reparto "igene intima femminile". dove ben DUE uomini vagavano incerti. uno dei due, in realtà, senza alcuna vergogna, scrutava l'iperscrutabile: una parete interamente ricoperta da confezioni plasticate nei vari toni del viola, rosa, violetto e azzurro cielo. io, essendo donna e, quindi, avendoci l'occhio clinico, ho beccato subito la sfumatura di viola-con-fantasia che mi interessava, pur stando nascosta, a debita distanza, tra un flacone di candeggina e un'esposizione di scatolette per cani.
naturalmente, si trovava DOPO l'uomo interessato all'acquisto di assorbenti. dovevo scavalcarlo, o ucciderlo.
invece, da brava cogliona beneducata, ho chiesto "permesso", sono diventata della giusta tonalità di rosso (che, in effetti, faceva un brutto contrasto con il viola) e ho allungato una mano per prendere la confezione desiderata. prima che potessi, con una certa fretta, tornare sui miei passi, il tizio-in-questione mi ha bloccata. dialogo:
lui: mia moglie è in ospedale...
io: oh.. (imbarazzo, stringo al petto la confezione di assorbenti, tento di svignarmela con il bottino) mi dispiace...
lui: noooo, niente di grave, controlli, ma mi ha chiesto di comprarle alcune cose...
io: ah.... (tentativo di passetti indietro)
lui: solo che non ho capito... cosa significa esattamente "con ali"? e che differenza c'è tra notte e non-notte?
io: beh.....
lui: (prendendo in mano una confezione di quelle che ha davanti) e le gocce cosa significano?
io: (facendomi coraggio) beh, uhh, uhm... con le ali... uhm.... (prendo tre confezioni di assorbenti con ali, di marche diverse)... questi. significa che... beh, tutti vogliono quelli con le ali. e quelli da notte sono più grossi.... eh.. uh... le gocce.... ma sua moglie non le ha dato nessuna indicazione?
lui ha tirato fuori un foglietto e me l'ha mostrato. non capivo niente della scrittura, e il mio colorito doveva essere uno strano misto di rimasugli blu-cetaceo su braccia e gambe e rosso acceso sulla faccia, ma, ostentando la massima sicurezza, ho preso un pacco di assorbenti a caso e gliel'ho messo in mano. grazie, di niente, arrivederci, auguri per sua moglie. mentre uscivo dal reparto "igene intima femminile" mi sono trovata davanti la più alta concentrazione di uomini mai stati presenti in un supermercato. imbarazzatissima, facendo finta di niente, ho infilato il mio pacchetto viola fantasia nella borsa.
cogliona.
cogliona.
cogliona.
avevo accanto un commesso, che con la massima gentilezza, accompagnata da un cipiglio così-non-si-fa, mi ha chiesto cosa avessi infilato in borsa, perché, insomma, bisogna capire che non va mica bene. ho tirato fuori la merce incriminata e, sventolandola sopra la mia testa, ho raggiunto mia madre alla cassa. lì una tizia mi ha urtato, facendomi cadere di mano il pacchetto di assorbenti. l'ho recuperato, sopportando l'imbarazzo ad occhi chiusi (si, ho preferito la momentanea cecità allo scoprire le espressioni da presa per il culo sulle facce altrui), tra le gambe di un tizio e il carrello di un altro.
sarebbe finita qui, se la cassiera, mentre (dopo aver pagato) mi davo alla fuga, non mi avesse inseguito sventolando un buono sconto. per altri assorbenti. nello stesso supermercato.
that's all, folks. almeno si spera.

giovedì, 07 luglio 2005


mah.

detesto la logica del "facciamoci un post".
le persone fanno post quando hanno qualcosa da dire, io generalmente seguo la logica contraria:
non amo parlare di me e delle cose che ho in testa, quindi continuo a partorire lunghi post in cui non dico niente.
solo che.
talvolta il senso di disagio è troppo forte, così come lo schifo e la paura e un pizzico di quell'altra cosa a cui non si sa che nome dare, ma forse è commozione, forse sollievo perché questa volta ancora non è toccato a noi, forse quel bisogno di dover essere preoccupati per tutto il mondo.
ancora non è toccato a noi. ancora no.
e continuo a fare marcia indietro nella mia mente e contare, sempre da capo, quanti amici di milano e roma hanno la macchina, quanti sono costretti a usare i mezzi, quanti vivono o vanno frequentemente in centro, quanti sono pendolari.
poi cancello. rincomincio da capo. aggiungo o tolgo qualcuno... no, sono sempre gli stessi. ok, di nuovo.
il nonsense tipico di questo blog va a farsi fottere, oggi.
io lo so com'è stare incollata al telefono ad attendere notizie.
ci sono passata l'11 settembre, ci sono passata per l'iraq.
ok, ho pensato a qualcosa per continuare ma non trovo niente, quindi il post si tronca qui.

domenica, 03 luglio 2005


ah, la pallida ironia del creato!

nel caso a qualcuno fosse sfuggito, domani è l'ultimo giorno, per me, di esami.
e sono tranquilla.
già.
un fiore. di sole cuore amore.
cioé, naturalmente non so assolutamente nulla di ripasso e di altri simili piiiiccoli dettagli.
naturalmente non sono neanche tanto sicura di sapere la mia tesina.

però.
questo non vuole essere un blog di cazzi miei,
qui non vi dirò mai "sono andata", "ho fatto", "ho pensato".
i cazzi miei non sono così interessanti da essere raccontati qui.
e soprattutto sono miei.

anche perché, è risaputo, io me la tiro ;)

btw, qui di esami non voglio più parlare.
è che c'era gente che chiedeva di, e quindi.

questo post contiene una domanda fondamentale:
preferite se lascio i commenti in una finestra pop-up (si dice così, vero?)
o li volete nella pagina stessa del post?

a me tanta differenza non la fa,
ma se non mi dite niente o niente in contrario,
potrei decidere di cambiare.

domani.