martedì, 03 gennaio 2006
moving to...
ok, mi sono spostata.
ora sono qui
se mi avete linkata, cambiate il link ;)
giovedì, 24 novembre 2005
dumbidumbo
si, sono tornata.
con due progetti all'attivo, che mi faranno sparire ancora per un po', ma niente paura!!!
a milano è arriva ta l'adsl!
sono in oooooorbitaaaaaaa!!
sabato, 24 settembre 2005
parto. no, non salto su una nave, sarebbe quasi troppo impegnativo: mi lascio accompagnare da mia cugina in piemonte, dove sarò viziata e coccolata come si conviene ad una povera bimba stanca é_è'
devo recuperare le forze prima di lunedì, vi faccirò sapere!
giovedì, 22 settembre 2005
cronache metropolitane
che la nostra eroa (s'intende: io), al suo incontroscontro con la metropoli, un po' si sente travolta e un po' no. si lascia trasportare, diciamo, da un senso di euforia che prende l'aspetto, di volta in volta, di un giro su una giostra-tram (notare l'assonanza, l'allitterazione ) o di un corpo contundente.
divertita dagli orari dell'università, non capendo ancora bene le istruzioni sullo sdoppiamento di persona, indecisa se chiamare o no il telefono azzurro causa totale assenza di pause pasti, si appresta almeno a terminare il primo passo per colmare il mitico e terrificante OFA, che le ha impedito (BASTARDO) di iscriversi ad un corso di storia dell'arte contemporanea, storia della comunicazione visiva, sociologia di qualche cazzata che non mi ricordo e, insomma, tutti i corsi più interessanti. tradotto in parole più semplici: sono immersa nello stoico tentativo di recarmi fino in bovisa all'ora di pranzo, sonnecchiare per tre ore di orribile matematica (quando non vengono, casualmente, ridotte a una e mezza o due, dopo aver regalato il mio autografo ad un -tsk- anonimo foglio che gira per l'aula) e tornarmene a casa.
la latitanza da blog, forum, msn, fidanzati, varie ed eventuali, è dovuta prevalentemente a due motivi:
a) la mia coinquilina ha la spiccata tendenza a cagarmi il cazzo, detto finemente, quando si parla di adsl, flat, tazze e sale nella pasta.
b) il mio spirito luddista mi impedisce di capire come collegarmi dall'università, luogo sacro in cui hanno la tendenza a pormisi la gran parte dei miei nuovissimi problemi esistenziali, nonché dove spendo un buon 90% della mia vita attiva.
ma non temete!
dalla prossima settimana, non avrò una vita. quindi se, una volta guadagnato la tessera studente, riuscirò a trascinare le mie stanche membra in un'aula informatizzata, potreste godere di brevi sprazzi luminosi della memedesima. non vi dovrete preoccupare, allora, della spiccata e manifesta abitudine di parlare a monosillabi (si, uhm mmh tsk uff anf sono monosillabi).
varie ed eventuali: mi sto trasformando in una vera milanese, tengo sempre la destra sulle scale mobili (anche alla rinascente).
e: la sindrome da studenta povera mi ha colpita in pieno. oggi ho trovato un vantaggiosissimo 30% di sconto su non so che ricotta, non costava un cazzo. a lungo ho valutato seriamente se comprarla o no, fissando famelica il cartellino dell'offerta speciale. poi, risvegliando il neurone jim, ho realizzato che, in effetti, detesto la ricotta. e sono passata oltre.
altro: ho una montagna di roba da stirare (ok, non proprio una montagna stile monte bianco... diciamo una collinetta), un ferro da stiro (yeppa!) e nessuna voglia di mettermici.
chi mi legge sappia che sto mangiando, e pure cose buone, quindi non rompete, ecco.
mercoledì, 07 settembre 2005
scene di vita famiiliare #5
me, in toppless (per intenderci) e pantaloni a vita mooolto bassa (insomma, diciamocelo, slacciati. stavano cadendo.) stira.
passa mia sorella.
Sorella (indifferente): C., hai tutte le mutande da fuori.
esce
si, sono tornata :)
mercoledì, 10 agosto 2005
parto
a quanto pare, dopo esser tornata da milano lunedì, domani mi tocca partire.
la cosa MI DISPIACE assai, quindi sono di pessimo umore e correlati.
magari stasera scrivo qualcosa di più, al momento non mi va proprio...
goodbye iowa.
venerdì, 29 luglio 2005
woooh, that's a post!
si lo so, molto assente, nessuna scusa, davvero inaffidabile....
vi sono mancata??? n_n
attendevo, semplicemente, di avere qualcosa da scrivere. i miei neuroni sono andati in vacanza. io no. passo molto tempo sotto la doccia, molto tempo al leggere harry potter, molto tempo a succhiare ghiaccioli falliformi (la falliformità è dovuta al periodo di fuori-dal-frigo che sono costretti a subire durante il viaggio tra il supermercato e casa mia: il giacciolo si scioglie e tutta la sua acquetta cremosa giace blubblubbando nella plastichina; una volta risolidificati, dopo una freezer-terapia, fanno preso la singolare forma di un ghiacciolo congelato in un preservativo), molto tempo ad accendere-spegnere-accendere l'unico ventilatore che abbiamo in casa, nonché unica fonte di un minimo d'arietta, e di nuovo molto tempo sotto la doccia.
un molto tempo, quest'ultimo, niente affatto sprecato: mi sto facendo una cultura di shampi (come si scrive) e bagnischiuma (come si scrive?).
mi chiedo, soprattutto, come mai la gente dovrebbe aver voglia di lavarsi con un qualcosa ai fanghi, o ai sali, o alle ortiche. oppure, anche, questa folle combinazione di olio e limone che mi fa tanto maionese e, naturalmente, sembra un degno invito a vomitare anche l'anima.
viaggiando mentalmente verso altri lidi, più o meno oscuri.
ancora tento di capire la controversa mentalità dell'Evangela. prima che arrivasse lei, in casa mia si viveva benissimo: conoscevo le pecorelle di polvere sotto letti e divani una per una, ogni giorno facevo l'appello e constatavo, con un sospiro di sollievo, che non c'erano stati decessi ma che si erano, anzi, moltiplicate. poi è arrivata LEI. le pecorelle sono sparite. tutte. ogni mattina mi sveglio, le chiamo, ma nessuna di loro mi risponde con il solito fruscio polveroso (tipico verso di questa specie -uhm- di bestia). ho pianto un po', mi sono disperata, ma dovevo immaginare che i guai non sarebbero finiti lì. si, perché mia madre, quando aspettiamo l'Evangela, mi chiede di mettere in ordine e di pulire casa. ora, già il mettere in ordine mi disturba (ma dico, siamo pazzi?? mettere in ordine??), ma... pulire? paghiamo fior di quattrini un'Evangela, perché ci metta un po' a posto casa, e il giorno prima IO devo tirare a lucido tutto?
Andrebbe tutto bene se Evangela fosse una semplice signora-che-pulisce. ma LEI non lo è. lei passa, travolge, distrugge, mette le cose in quello che è il suo ordine mentale, una strategia che ha forse qualcosa a che fare con quella tecnica meditativa orientale che consiste nel dividere la casa in settori e mettere ogni cosa nel suo settore. non so dove stia la meditazione, ma c'era scritto in bridget jones e io mi fido. fatto sta che le videocassette, che sono da anni nello stesso posto e nello stesso ordine, cioé più o meno da quando si è rotto il videoregistratore, secoli fa, ora sono sotto la mia scrivania. perché?
ma non è questo il punto.
la domanda cruciale è: perché, avendo noi un bellissimo scolapiatti, lei mette le stoviglie appena lavate ad asciugare.... sul frigorigero?? Secondo quale logica lo scolapiatti sta lì, vuoto, e il frigo è, invece, totalmente ricoperto da piatti, posate, bicchieri, pentole... tanto che, quando mi va un bicchiere d'acqua fresca, devo fare giochi di equilibrio per non far crollare tutto?
mah..
Molly, Pluffy, Spaffy, Punphy, mi mancate un sacco. frusciatemi, quando passate da queste parti.
venerdì, 08 luglio 2005
delle avventure di bab che va a comprare gli assorbenti
quando vostra madre, uscendo dal teatro lirico dopo aver comprato i biglietti per la Carmen, vi propone di entrare al supermercato lì di fronte per fare un po' di spesa, fuggite!! potrebbe succedervi qualcosa di molto brutto. io, però, pur conoscendo la madre mia, pur essendo consapevole della sua potenzialità distruttiva, pur avendo da qualche parte, tra il pancreas e lo stomaco (ew!), una vocina che mi diceva "ribellati! scappa!", ho accettato di buon grado. più che altro perché, a contrastare la vocina pancreatica, un'altra nel mio cervello continuava a ripetere "bzzzzzzzz qualcosa da comprare bzzzzz non ricordo cosa bzzzzzz balsamo bzzzz" mentre le cellule della mia beneamata e bianchiccia epidermide levavano un'ode corale all'aria condizionata che avrei trovato una volta dentro.
naturalmente siamo entrate per comprare il riso, ma ad ogni reparto la genitrice si fermava entusiasta, lo svuotava, poi contava i soldi, rimetteva tutto a posto (riso compreso) e passava a svuotare il reparto successivo. io invece vagavo in quel limbo piacevolmente ghiacciato, tra il banco frigo e i freezer, profondamente convinta della necessità di dover accumulare una riserva di anticalore. quando ormai il mio colorito si avvicinava a quel bluastro tanto arrapante per i cetacei, mia madre mi ha ritrovata e, dopo avermi chiesto un prestito per pagare la robbba, mi ha domandato (che gentile) se (a mie spese) avevo bisogno di qualcosa.
allora il mio cervellino ha deciso di svelare cosa si nascondeva dietro quel nodo al fazzoletto mentale: avevo finito gli assorbenti.
d'oh!
mi sono apprestata, quindi, con una certa circospezione (leggi: passo felpato, sguardo furtivo, striscio tenendomi aderente agli scaffali), a raggiungere il reparto "igene intima femminile". dove ben DUE uomini vagavano incerti. uno dei due, in realtà, senza alcuna vergogna, scrutava l'iperscrutabile: una parete interamente ricoperta da confezioni plasticate nei vari toni del viola, rosa, violetto e azzurro cielo. io, essendo donna e, quindi, avendoci l'occhio clinico, ho beccato subito la sfumatura di viola-con-fantasia che mi interessava, pur stando nascosta, a debita distanza, tra un flacone di candeggina e un'esposizione di scatolette per cani.
naturalmente, si trovava DOPO l'uomo interessato all'acquisto di assorbenti. dovevo scavalcarlo, o ucciderlo.
invece, da brava cogliona beneducata, ho chiesto "permesso", sono diventata della giusta tonalità di rosso (che, in effetti, faceva un brutto contrasto con il viola) e ho allungato una mano per prendere la confezione desiderata. prima che potessi, con una certa fretta, tornare sui miei passi, il tizio-in-questione mi ha bloccata. dialogo:
lui: mia moglie è in ospedale...
io: oh.. (imbarazzo, stringo al petto la confezione di assorbenti, tento di svignarmela con il bottino) mi dispiace...
lui: noooo, niente di grave, controlli, ma mi ha chiesto di comprarle alcune cose...
io: ah.... (tentativo di passetti indietro)
lui: solo che non ho capito... cosa significa esattamente "con ali"? e che differenza c'è tra notte e non-notte?
io: beh.....
lui: (prendendo in mano una confezione di quelle che ha davanti) e le gocce cosa significano?
io: (facendomi coraggio) beh, uhh, uhm... con le ali... uhm.... (prendo tre confezioni di assorbenti con ali, di marche diverse)... questi. significa che... beh, tutti vogliono quelli con le ali. e quelli da notte sono più grossi.... eh.. uh... le gocce.... ma sua moglie non le ha dato nessuna indicazione?
lui ha tirato fuori un foglietto e me l'ha mostrato. non capivo niente della scrittura, e il mio colorito doveva essere uno strano misto di rimasugli blu-cetaceo su braccia e gambe e rosso acceso sulla faccia, ma, ostentando la massima sicurezza, ho preso un pacco di assorbenti a caso e gliel'ho messo in mano. grazie, di niente, arrivederci, auguri per sua moglie. mentre uscivo dal reparto "igene intima femminile" mi sono trovata davanti la più alta concentrazione di uomini mai stati presenti in un supermercato. imbarazzatissima, facendo finta di niente, ho infilato il mio pacchetto viola fantasia nella borsa.
cogliona.
cogliona.
cogliona.
avevo accanto un commesso, che con la massima gentilezza, accompagnata da un cipiglio così-non-si-fa, mi ha chiesto cosa avessi infilato in borsa, perché, insomma, bisogna capire che non va mica bene. ho tirato fuori la merce incriminata e, sventolandola sopra la mia testa, ho raggiunto mia madre alla cassa. lì una tizia mi ha urtato, facendomi cadere di mano il pacchetto di assorbenti. l'ho recuperato, sopportando l'imbarazzo ad occhi chiusi (si, ho preferito la momentanea cecità allo scoprire le espressioni da presa per il culo sulle facce altrui), tra le gambe di un tizio e il carrello di un altro.
sarebbe finita qui, se la cassiera, mentre (dopo aver pagato) mi davo alla fuga, non mi avesse inseguito sventolando un buono sconto. per altri assorbenti. nello stesso supermercato.
that's all, folks. almeno si spera.
giovedì, 07 luglio 2005
mah.
detesto la logica del "facciamoci un post".
le persone fanno post quando hanno qualcosa da dire, io generalmente seguo la logica contraria:
non amo parlare di me e delle cose che ho in testa, quindi continuo a partorire lunghi post in cui non dico niente.
solo che.
talvolta il senso di disagio è troppo forte, così come lo schifo e la paura e un pizzico di quell'altra cosa a cui non si sa che nome dare, ma forse è commozione, forse sollievo perché questa volta ancora non è toccato a noi, forse quel bisogno di dover essere preoccupati per tutto il mondo.
ancora non è toccato a noi. ancora no.
e continuo a fare marcia indietro nella mia mente e contare, sempre da capo, quanti amici di milano e roma hanno la macchina, quanti sono costretti a usare i mezzi, quanti vivono o vanno frequentemente in centro, quanti sono pendolari.
poi cancello. rincomincio da capo. aggiungo o tolgo qualcuno... no, sono sempre gli stessi. ok, di nuovo.
il nonsense tipico di questo blog va a farsi fottere, oggi.
io lo so com'è stare incollata al telefono ad attendere notizie.
ci sono passata l'11 settembre, ci sono passata per l'iraq.
ok, ho pensato a qualcosa per continuare ma non trovo niente, quindi il post si tronca qui.
domenica, 03 luglio 2005
ah, la pallida ironia del creato!
nel caso a qualcuno fosse sfuggito, domani è l'ultimo giorno, per me, di esami.
e sono tranquilla.
già.
un fiore. di sole cuore amore.
cioé, naturalmente non so assolutamente nulla di ripasso e di altri simili piiiiccoli dettagli.
naturalmente non sono neanche tanto sicura di sapere la mia tesina.
però.
questo non vuole essere un blog di cazzi miei,
qui non vi dirò mai "sono andata", "ho fatto", "ho pensato".
i cazzi miei non sono così interessanti da essere raccontati qui.
e soprattutto sono miei.
anche perché, è risaputo, io me la tiro ;)
btw, qui di esami non voglio più parlare.
è che c'era gente che chiedeva di, e quindi.
questo post contiene una domanda fondamentale:
preferite se lascio i commenti in una finestra pop-up (si dice così, vero?)
o li volete nella pagina stessa del post?
a me tanta differenza non la fa,
ma se non mi dite niente o niente in contrario,
potrei decidere di cambiare.
domani.
mercoledì, 29 giugno 2005
porca troia che caldo!!! + scene di vita familiare/4
mio padre, ieri sera, parlando ad un amico con la massima serietà: "si, sai, poi ora ci sono questi nuovi cellulari che fanno anche la videofonata...."
mia sorella, stamattina, riferendosi a delle pillole di ginseng effettivamente piuttosto grandi: "ma io sono un'ingoiatrice fantastica!!"
venerdì, 24 giugno 2005
IIIIIIIHIHIHIHHHHHIIIII AUIMBAUEEE
(A-weema-weh, a-weema-weh, a-weema-weh, a-weema-weh)
(A-weema-weh, a-weema-weh, a-weema-weh, a-weema-weh)
In the jungle, the mighty jungle
The lion sleeps tonight
In the jungle the quiet jungle
The lion sleeps tonight
Near the village the peaceful village
The lion sleeps tonight
Near the village the quiet village
The lion sleeps tonight
Hush my darling don't fear my darling
The lion sleeps tonight
Hush my darling don't fear my darling
The lion sleeps tonight
martedì, 21 giugno 2005
e scivola il sole, al di là delle dune, a violentare altre notti
Adoro il buio. Ci scivolo dentro come in una coperta, forse non sempre calda... ma avvolgente. familiare. è la mia seconda casa, se si può considerare casa nient'altro che un periodo del giorno.
La notte mi accarezza e mi nasconde, mi accompagna. posso restare sospesa, incantata, nel veder apparire la luna dietro i tetti dei palazzi più alti.
Tenue la luce della città addormentata.
Posso uscire di casa nel silenzio più completo, scostando le tende con un gesto: mi accarezzano la schiena, richiudendosi dietro di me, morbido varco tra il profumo dell'incenso e l'aria della notte.
Mi fermo per un attimo a guardare il cielo, nelle notti più serene, prima di allontanarmi a piccoli passi per la via: chi diceva che tintinnano, le stelle? era, forse, un signor scrittore, dal nome lungo e molto francese, che parlava di volpi, di rose e spighe di grano. E sapeva raccontare il giorno e la notte.
Mi piace sfiorare la musica che filtra dalle persiane socchiuse di una finestra: scivolano le note lungo la mia spina dorsale, come un brivido che mi porta di nuovo a levare lo sguardo verso la luna. Le cammino incontro, proseguendo per la mia strada: ti saluto artista insonne, spero di ritrovare la tua melodia ad accarezzarmi, domani.
Ciottoli. Sono ancora caldi per il sole che vi ha battuto sopra tutto il giorno, implacabile. La notte d'estate porta con se un po' di brezza, il profumo intenso del gelsomino. di giorno non sembrava così forte, così stranamente sensuale.
Salto agile sul parapetto delle antiche mura. La città tace, solo una risata in lontananza: continuo la mia strada camminando lassù, in perfetto equilibrio, lasciando qualunque altra anima sotto di me. Avanzo piano.
Forse non sarà la notte a portarmi la felicità, quella felicità eterna e duratura che rende la vita serena. La notte violenta e completa il mio animo, strappandomi alla placidità del giorno, chiassoso e pieno di luce, fatto di caldo e di molle sonnolenza. è infida, la notte: ruba e nasconde, eppure regala ad ogni cosa un nuovo aspetto, un nuovo modo di essere, un diverso lato da osservare ad occhi socchiusi.
I miei occhi hanno sempre saputo catturare tutta la luce che mi è necessaria per vedere al buio, e mi sembra di vedere meglio, allora, con più chiarezza.
Arrivo alla fine del mio percorso. Passo a passo, tendendomi infine in un ultimo salto, salgo in cima torre; la notte è serena e sorride. Non mi fa promesse, sembra più incerta ed esitante del giorno che la precede e che la segue. ma, silenziosa, falsamente tranquilla, mi avvolge e mi fa sua, pronta sempre a tradirmi e a celare i miei tradimenti.
Arrivata, saluto la Luna, che mi saluta a sua volta specchiandosi nei miei occhi. Astro vanitoso! Ama rimirare il suo volto nel volto altrui.
Mi metto comoda, acciambellata, la coda a circondarmi il resto del corpo. Miagolo piano, verso il cielo, come ad iniziare quella tranquilla conversazione quotidiana; poi, sotto la luce argentea, mi liscio il pelo, curando che vi resti impresso un po' di quel profumo, un po' di quella musica, un po' di questa notte.
La luna è sorella dei gatti?
scene di vita familiare/3
ora di pranzo.
mio padre, a mia sorella: sai come si chiamano gli abitanti di Pompu? (paese sperduto della Sardegna)
......
....
...
..
.
.....POMPINI!!
domenica, 19 giugno 2005
uhmmm
si
uno due tre PROVVVAAAA
eccomi. funziona tutto, ma su questo non avevo dubbi: forse semplicemente non funziono io. riassunto rapidissimo sul periodo che, ahimé!, attraverso: tutto bene, però ho gli esami! GLI ESAMI! oh terribile porta che separa la spensierata giovinezza dalla più acerba età adulta! oh soglia della perdizione!
tutti non fanno che ripetermi: stai studiando?
no
ma sei pronta?
no
e la tesina?
mmh
signori, se davvero questi esami sono così importanti dubito che possiate fare affidamento su una mia buona riuscita negli stessi.
per due motivi, che si riducono sostanzialmente ad uno: a) non ne ho voglia + b) ho altro per la testa = c) me ne sto strasbattendo i coglioni. che non ho.
tra l'altro trovo che si tratti di un esame estremamente inutile, così com'è ora. si caricano gli studenti di tensione, di false aspettative, di paure infondate, per poi farli giudicare per l'ennesima volta dalle stesse facce che li hanno giudicati per tre anni. un tantino svilente, sia a livello di dignità personale sia sul piano del sistema scolastico che, come già si è visto più e più volte, fa acqua da tutte le parti.
ah, qualcuno mi chiede come mai non posto più niente di divertente. i lettori si annoiano. vogliono l'intrattenimento intelligente, vogliono che ricorra la parola "sesso" insieme a sarcastici giochi di parole. vogliono umorismo e autoironia.
beh, lettori, non ho tempo! o meglio, la mia testa non ne ha. ho la mente affollata da imperativi: fai! studia! organizza! pensa!
da dove tirare fuori, in tutta questa confusione di ordini assoluti, un po' di spontaneo umorismo?
intanto ascolto Lemon Tree in cantonese (thanks to Ania), dribblo situazioni complicate, rifiuto la maglietta della salute e scrivo cavolate in un quarto d'ora libero da imperativi (è troppo tardi per studiare, e la spazzatura la porto giù tra poco).
una menzione d'onore va al post di mn70 sull'ispirazione: grazie per aver descritto, come mai io avrei saputo fare (soprattutto in questo momento), lo sciopero dell'illuminazione spontanea. andrebbe processata e condannata, quest'enel delle idee brillanti.
mercoledì, 15 giugno 2005
non capisco perché, nella logica americana, il momento in cui lo sfigato ha successo è simboleggiato con il passaggio dagli occhiali alle lenti a contatto. in sostanza: senza gli occhiali sei un figo, questi non sono che il simbolo del tuo essere sfigato, una condanna. inoltre, una volta tolti gli occhiali, vieni accettato dalla comunità di senza-occhiali, resasi improvvisamente conto di come, nonostante la miopia, tu sia una persona decisamente simpatica, piena di potenzialità, energica, allegra: un vincente.
ed è qui la cosa assurda! se quando portavi gli occhiali eri il classico sfigatello (imbranato, con la goccia al naso e dubbi gusti in fatto di vestiti e tempo libero) ora che li hai tolti, come per magia, è cambiato anche il tuo carattere! riesci a camminare senza inciampare nei tuoi piedi, non balbetti più, impari a soffiarti il naso e, all'improvviso, hai un guardaroba degno di charlotte di monaco.
a me piacciono le persone con gli occhiali, e lo dico da portatrice sana di lenti a contatto. non le trovo impacciate, sfigate o balbuzienti. anzi. spesso gli occhiali sono un invito alla fiducia, un tacito accordo del tipo "non ho ancora rotto questi, non romperò neanche te".
aspettate, mi sono appena resa conto di aver implicitamente nominato Tacito, il famoso eroe della seconda guerra mondiale. oh, gulp! lo scrittore latino.
si, ciao, torno a studiare.
11* alla maturità, sto arrivando!
*questa ve la devo spiegare XD
domenica, 05 giugno 2005
come bridget jones possa farti cadere in preda a crisi maniaco-depressive
mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa. ho riletto bridget jones. il secondo, per la precisione, cioé anche il primo che ho letto nella mia vita, all'età di circa 14 anni. veneranda!
questa maledetta ha la capacità di (grr) farmi sentire grassa e molto stupida, oltre che infinitamente Single. dovrei pronunciare, come un giuramento di ippocrate, in piedi al banco dei testimoni, una mano (non so quale) sul cuore e una (non so quale) sulla bibbia (faccio spesso confusione tra sistema giuridico americano e italiano, e anche tra sinistra e destra -non in senso politico-), testuali parole: "io, C. L., dichiaro di essere cosciente del fatto che Bridget Jones non sia che una povera 30-o-più-enne piena di paranoie, con una vita impossibile spacciata per molto realistica, e, soprattutto, il personaggio di un libro, pertanto non-esistente e non-combaciante non il resto della popolazione mondiale femminile viva".
cmq non è sano scrivere su un diario il peso e le calorie ingerite giorno per giorno. credo di aver bisogno di una sigaretta, tralasciando il fatto che non ho mai fumato in vita mia.
allora, ho cambiato spuma per i capelli. dopo aver usato per un bel po' di tempo una garnier grafìc, ero passata alla bilboa e dalla gita a berlino non uso altro. poi, ieri, mia madre ha comprato di nuovo garnier grafìc, ma la nuova: al momento è in fase di test. il problema è che, un tempo, solo la pantene faceva dei cosi per capelli ricci. ora tutti gli altri si sono svegliati all'improvviso, e io mi sento in dovere di provare tutto, sempre nei limiti dell'economico. fortemente tentata di comprare tutta la linea della nivea, ma sborserei un capitale. che non ho. non vedo l'ora di vivere da sola, sarò una ragazza indipendente e fighissima.
mia sorella ieri mi ha detto che, quando uscirà l'ultimo film di harry potter, io avrò circa 25 anni. mi sono sentita molto vecchia, sapete che ho le rughe?
maledetta bridget jones.
sabato, 04 giugno 2005
staffetta musicale
ringraziando l'anima in pena (ah ah. qui ci sta particolarmente bene) che mi ritiene una persona capace di far ridere (soprattutto in questo periodo..), raccolgo il testimone (è qui per terra davanti a me da un po di tempo, intanto degli strani tipi sono salitui su un podio e si sono fatti i gavettoni con lo champagne) della staffetta musicale. so che vi deluderò, perché a me non piace parlare di musica e non sono capace di riassumere i miei gusti musicali: una delle domande più complicate che mi possano fare è "che musica ascolti?"... che in una normale conversazione tra esseri umani sta tra il "come ti chiami?" e il "quanti anni hai?". ma ci proverò, con sen(n)o (ah-ah) e determinazione.
Volume totale dei file musicali sul mio PC: attualmente, nessuno. metto tutta la mia roba nell'hard disk di supporto (80 GB di puro godimento) così non sono costretta alle annuali pulizie di primavera della mia cartella, sotto lo sguardo minaccioso di mia madre che dispera nel vedere lentamente calare la memoria. cmq se qui si chiede quanta mole di musica ho (ehm-ehm) scaricato del tutto legalmente (/ehm-ehm).. uhm, dispondo boh non lo so. ah, si, dimenticavo: al momento l'hd in questione è collegato ad un altro computer.
L’ultimo CD comprato: non ho mai comprato un cd, credo. ah, si, forse uno vecchissimo dei green day, per una mia amica.
Canzone che sta suonando ora: silenzio. magnifico silenzio. so di essere una 18enne anomala, ma non metto mai musica a caso, giusto per il piacere dell'ascolto: ci sono momenti particolari in cui voglio sentire una determinata canzone, o una certa voce, allora apro itunes. ma niente musica a caso.
Cinque canzoni che ultimamente ascolto spesso o che significano molto per me: salto questa domanda, ci tornerò in seguito, promesso. per ora avete chiesto anche troppo al mio spirito, così avverso al parlare di musica. vado a vestirmi, a lavarmi i denti, e poi esco. meta: sin city. si, lo spettacolo del pomeriggio, e sticazziazziazzi.
giovedì, 02 giugno 2005
60 90 120
mmmmh
mettete i fiori nei vostri cannoni
fate l'amore non fate la guerra
e possibilmente, se avete intenzione di svegliarvi con un mal di testa atroce, capogiri, nausea e sguardo spiritato, assicuratevi almeno di aver bevuto molto la sera prima.
w la repubblica!
lunedì, 23 maggio 2005
"il mio amico immaginario non crede che io esista"
chiedo umilmente perdono. no, non aggiorno. ah, sto aggiornando? oh, davvero? che cosa curiosa...
lo so, non scrivo più, ma il mio non-tempo è inversamente proporzionale alla quantità di studio (enorme e ingombrante) di cui sono vittima, e per quanto io provi non mi riesce di inventare la famosa giornata di 72 ore. che, cmq, avrebbe delle controindicazioni:
pensate alla pillola del giorno dopo. va presa entro 72 ore, che con la rotazione terrestre attuale corrispondono a tre giorni solari. una ragazza che di sabato sera finisce nei guai, al momento, può aspettare il lunedì mattina per andare al consultorio ecc ecc ecc. sono davvero senza cuore se le tolgo questa possibilità. deh-he-he. 'zzi tuoi che scopi, io no, dov'è la giustizia qui? non c'è! e io faccio la giornata di 72 ore, alla facciaccia tua!
ok, discorso inutile, l'economia di parole non fa per me: torniamo al punto in cui dicevo che 'sta benedetta giornata non riesco ad inventarla. quindi non ho tempo per scrivere qui, nein,nein! farete a meno di me!
però, visto che miracolosamente ho trovato da qualche parte (sotto la scrivania? nella borsa? avete ma notato quanto si assomigliano "parte" e "marte"? gli alieni sono tra noi!!) 5 preziosissimi minuti (tacito! non mi avrai!), ne approfitto per scrivervi due righe. leggendo un test, mi sono resa conto di una cosa...
quando sono arrivata a questa domanda:
QUANTI SQUILLI DEL TELEFONO PRIMA DI RISPONDERE?
io non rispondo al telefono, se non so con sicurezza che è per me. in genere lascio che vada mia sorella, se è il tel di casa. se si parla di cellulare, il discorso è diverso: io non tengo la suoneria, quindi le chiamate le perdo quasi tutte ^^' sappiatelo, nel caso vi venisse la malsana idea di dire "tò, faccio una sorpresa alla Bab, la chiamo!".
si, è vero, sono "strana", come qualcuno mi dice spesso.
ah, si, tutto qui. dopo in effetti potrei scrivere qualcosa, ma non assicuro niente: intanto chiedo perdono a tutte quelle ragazze che stamattina hanno aspettato che aprisse il consultorio con il cuore in gola. pat pat, vi capisco, ma siete cmq delle stronze: voi scopate e io no. maledette, maledette.